GIORNO DELLA MEMORIA
Il 27 Gennaio, è il Giorno della Memoria.
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la Legge 20 luglio 2000 n. 211, dal Parlamento Italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come una giornata per commemorare le vittime del nazismo e dell'Olocausto. Serve a ricordare anche tutti coloro che, a rischio della propria, hanno salvato altre vite. La scelta della data è dovuta al fatto che il 27 gennaio del 1945 le truppe dell'Armata Rossa - durante la loro avanzata verso Berlino - arrivarono nella cittadina polacca di Oswiecim (Auschwitz) e si trovarono di fronte al suo tristemente famoso campo di sterminio, liberandone i pochi superstiti e rivelando al mondo l'orrore del genocidio nazista.
Il triangolo rosa (in tedesco, rosa Winkel) era il marchio, di stoffa, che veniva cucito sulla divisa degli internati per omosessualità, in base al paragrafo 175, nei campi di concentramento nazisti. Il colore rosa era stato ovviamente scelto per scherno nei confronti di chi era giudicato intrinsecamente effeminato: alle (relativamente poche) lesbiche internate di cui si ha notizia fu imposto invece il triangolo nero delle "asociali". Non tutti i prigionieri con un triangolo rosa si identificavano come gay (talvolta erano sposati con delle donne e avevano avuto solo pochi rapporti omosessuali). Non tutti i condannati in base al paragrafo 175 vennero inviati in un campo di concentramento; la maggior parte venne solo incarcerata. La maggior parte degli uomini gay che soffrirono e morirono nei lager nazisti in realtà portavano la "stella gialla" (perché erano sia gay che ebrei). Per questo motivo è difficile mettere assieme un insieme coerente di vittime gay e contarne il numero. Comunque, una stima di massima comunemente accettata, dei prigionieri che portarono il triangolo rosa, e tra i 5.000 e i 15.000. Come non ebrei, essi ebbero certamente una mortalità al di sopra della media. La ragione di ciò può essere che erano spesso soli e talvolta evitati e isolati perché erano stati marchiati come gay (anche se il sesso omosessuale era prevalente nei campi di concentramento in cui gli internati erano rigorosamente divisi per sesso.) Coloro che furono imprigionati con il triangolo rosa non sono mai stati risarciti dal governo tedesco. Anzi, alcuni di loro, se rimanevano apertamente gay, furono di nuovo imprigionati anche dopo il nazismo, come Heinz Doermer, che subì complessivamente 20 anni di reclusione prima nei campi di concentramento nazisti e poi nelle carceri della Repubblica Federale Tedesca. L'emendamento nazista al paragrafo 175, che trasformava l'omosessualità da un'offesa minore in un reato, rimase intatto per 24 anni dopo la fine della guerra. Oggi, tra le persone che furono imprigionate per omosessualità, restano vive meno di dieci persone. Nel 2000, il documentario Paragraph 175 ha registrato alcune delle loro testimonianze. Per maggiori informazioni cliccate qui
(Testo a cura di Wikipedia)